Lo sapevo che prima o poi mi sarebbe toccato di nuovo parlare di politica. D’altra parte sono anni che mugugno e mi lamento perchè non ci fanno votare un cazzo… ora che almeno ho potuto spolverare la tessera elettorale qualcosa devo dire.

Niente di buono, ma nemmeno niente di inaspettato: appena due settimane fa CDX e CSX se la battevano per pochi punti percentuali, oggi (forse complice tutto il tam tam sui “fascisti” brutti e cattivi, chissà) il centrosinistra vince a mani basse (qualcosa come 60 contro 40, punto più punto meno).

Vabbè. E’ ita così. Faccio tanti auguri al nuovo Sindaco, consapevole che Roma è una brutta bestia e che saranno cazzacci di Gualtieri: ricordo che non è riuscita a tenersela manco la Banda della Magliana, quindi gli auguri gli servono eccome. Speriamo bene.

Però, c’è il solito “però”. Ormai è un mantra, ma mi viene da citare ancora una volta Nonno Giulio: “a pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina“. Cosa ho fatto io oggi, appena usciti i primi risultati attendibili ? Nell’ era di Internet è facile da indovinare: ho aperto la grande “G” e ho cercato “programma gualtieri“, ottenendo questa pagina di risultati.

Più che altro perchè volevo vedere cosa si proponeva di fare a Roma, per fare poi nel corso dei prossimi 5 anni il mio personalissimo “fact checking” (come ho fatto per esempio con la Raggi, che avevo votato, rimanendo velocemente quanto amaramente deluso).

Come prevedibile, il primo risultato è un link alla pagina del programma sul sito del comitato elettorale.

Indovinate un po’ ? La pagina già non esiste più. L’ unica cosa che si può fare al momento è andare sulla homepage dove è stato rimosso ogni link e appare una sola pagina statica con una bella proclamazione di vittoria. Punto. Tutto qua. Non so se più avanti rimetteranno online tutto il sito, ma per ora è così.

Siccome siamo nell’ era di Internet, e il sottoscritto non è che piscia dal ginocchio, è bastato però usare la pagina conservata in cache da Google per arrivare a scaricare il programma elettorale in .pdf (che ho salvato in locale e poi se ci riesco posto pure qua, controllate per aggiornamenti se interessa). Intanto l’ ho messo “al sicuro”, prima volevo scrivere al volo questo post, mò me lo leggo per bene… avrò modo di tornarci su. (AGGIORNAMENTO: programma originale caricato qui su FdP.)

Per adesso non dico niente, sono certo che almeno i primi tempi sarà tutto bellissimo, il traffico e l’inquinamento spariranno, i treni e pure gli autobus arriveranno in orario (e non prenderanno più fuoco), nessuno sarà lasciato indietro e nessuno sarà discriminato, nemmeno i cinghiali, che per magia torneranno a grufolare felici solo nelle campagne autorizzate. Perchè “scopa nuova scopa bene“. Poi vediamo.

(AGGIORNAMENTO 2): Ok, ho ricontrollato ora 19-10 ore 12:30, il sito è tornato su tutto intero compresa la pagina del programma. Quindi forse era solo un momento di euforia. Ora sarebbe da confrontare i programmi, ma troppo sbattimento, non mi va. Tanto ben che vada riusciranno a realizzare si e no un terzo (ad essere buoni) e proprio quel terzo che non conta un cazzo.

E dunque ci siamo e basta.

Fatto. Non è intervenuto nessuno, niente dietrofront dell’ ultim’ ora, anzi. Duri e puri, senza se e senza ma, beccatevi il lasciapassare. Ieri lo sapevo, oggi è certo.

Premesso che a me personalmente (come si è già capito) non mi frega un cazzo in salsa tonnata ne’ dei “vaccini” ne’ dei tamponi e che con tutti i modi che ci sono di schiattare non mi fa differenza se dovessi lasciare questo mondo per una polmonite o per una schioppettata (anche se probabilmente quando sarà, sarà per questioni cardiovascolari, mi conosco), mi viene da fare un piccolo ragionamento.

Sento dire da una parte che i tamponi per i lavoratori dovrebbero essere gratis;

sento rispondere dall’ altra che non se ne parla perchè il costo per lo Stato (e dai che insisto a scriverlo con la maiuscola) sarebbe troppo alto. Che i lavoratori non rompessero il cazzo e si facessero il “vaccino“, che è “gratis“.

Gratis questa bella cippa di cazzo. Il “vaccino” non è gratis. Anzi. Costerà meno in proporzione perchè una dose ti dura (forse) sei mesi, mentre il tampone te lo dovresti fare ogni due giorni, ma non è gratis. Manco per la minchia.

Per inciso mi viene il dubbio: ma non è che avendo escluso dal business dei “vaccini” i farmacisti, che sono due anni che non vendono manco quelli antinfluenzali, adesso è ora di dar loro il contentino facendoli abbuffare con lo smercio dei tamponi ? Come diceva Nonno Giulio, “a pensar male si fa peccato…” ma andiamo oltre.

Dicevo, questi cazzi di “vaccini” è vero che il popolo non li paga, si. Ma è vero adesso, nel momento in cui ti fanno la punturina, pacca sulla spalla e ti dicono “vai, fratello, a posto così“. Ma da qualche parte sono stati acquistati, giusto ? E qualcuno li ha pagati, giusto ?

E chi cazzo li ha pagati, secondo voi ? Lo Stato, giusto ? Ma lo Stato, non siamo Noi ? Me pare ancora de sì, o sbaglio ?

Quindi, i “vaccini” li paghiamo noi, porca paletta. Tutti noi. Pure quelli che non li usano, tipo pure io.

Gratis un par de cojoni.

E adesso è tutto bello, perchè c’è “l’Emergenza“, perchè (sempre coi soldi nostri) tengono basse le bollette, perchè Equitalia (o la merda di entità in cui si è incarnata adesso, che ho perso il conto) ancora sta un po’ buonina ma non troppo… ma intanto i contatori girano, il debito aumenta, come al solito quelli che stanno al governo ora se ne sbattono, perchè i diti al culo si sentiranno fra dieci anni e loro da quel dì che se ne staranno a pancia all’ aria in spiaggia coi loro vitalizi, dopo di loro il diluvio e chisenefotte.

Noi, che da tutto questo non avremo guadagnato niente, anzi avremo solo perso (qualcuno anche tutto), ci troveremo come al solito a pagare più della metà dei nostri guadagni in tasse e a chiederci ancora una volta come sia possibile.

Ecco come è possibile: perchè, fra le altre cose, “i vaccini sono gratis“.

Niente è gratis. Niente. Lo vogliamo capire o no ? Se al supermercato ti fanno il 3×2 è perchè se no non ti compreresti manco quei 2 che ti fanno portare a casa 3. Se un amico ti fa un favore, lo fa gratis, si, ma tu sei sempre in debito di un favore. Se qualcuno ti dà un bacio, è perchè si aspetta che tu gliene dia un’ altro. Se uno ti evita la fatica di riportare il carrello a posto dopo che hai scaricato la spesa è perchè si prende la moneta che ci hai messo dentro. Niente è gratis. Poi ci sono cose (come il bacio) che siamo ben felici di ricambiare e va bene, ma bisogna esserne consapevoli.

Qui la consapevolezza è andata a farsi un giro, mi sa.

Me rode ‘na cifra er chiccherone (leggasi: sono oltremodo adirato).

Nel mio inguaribile ottimismo del breve periodo ho sperato sino ad oggi in un deus ex machina che apparisse in “zona Cesarini” e ci salvasse da questo sfacelo. Siamo ancora al pomeriggio di giovedì 14, magari qualcosa cambia, ma ormai visti i segnali ci credo poco.

Di fatto, sta per scattare questa follia del lasciapassare esteso (mi rifiuto di chiamarlo “greenpass“), che – come se ne avessimo ancora bisogno – creerà tante e tali complicazioni che in confronto le follie, gli arzigogoli e le contraddizioni dei vari DPCM di Conte & Co. ci sembreranno semplici da capire come la trama dei film porno.

Lascio da parte per un attimo le alte considerazioni in merito a costituzionalità, legittimità, libertà, porco zio de qua e porco zio de là. (tranquilli, al solito all’ inizio mi tengo ma non garantisco di riuscirci fino alla fine del post).

Lasciamo stare anche le problematiche relative alle “grandi realtà” lavorative, quelle tutelate (si fa per dire) dai sindacati, che tanto si è capito già che lo prendono in culo e zitti. I lavoratori si fottano, che “qui alla CGIL siamo troppo impegnati ad abbracciarci solidalmente e a riappendere i quadri che quei brutti fasci cattivoni ci hanno tirato giù. E poi dobbiamo frignare un altro po’, insomma lasciateci soli col nostro dolore“.

Lascio perdere pure la mia posizione personale, in primis perchè non gliene frega un cazzo a nessuno e poi perchè non me frega un cazzo manco a me. Ho passato trent’anni a penare per costruirmi una situazione che mi tenesse indenne da cazzate come questa, ed oggi raccolgo i frutti: tradotto, mangio tranquillo tutti i giorni e del lasciapassare me ne fotto. Alla grande. Non mi avranno.

Ma poi penso ad altre realtà, anche a me vicine, e il sangue al cervello ci va lo stesso. Quello che succederà da domani sarà l’ ennesima (ma stavolta spropositata, sovradimensionata ed inimmaginabile) intrusione dello Stato nel Privato. Il lasciapassare sarà la chiave universale per aprire ogni porta, entrare in ogni negozio, ogni ufficio, ogni laboratorio, ogni studio, ogni cazzo di attività economica – per quanto minuscola – degna di questo nome. Ed una volta entrati, fare la qualunque.

Si, è un discorso un po’ diverso da quello che uno si aspetta. Non è tanto “no-vax” e alla fine manco tanto “no-pass“, è proprio che qui si è superato il limite, fra un po’ verranno pure a controllare se ci siamo puliti il culo dopo aver cacato.

Sono anni che va così, prima c’è stata l’ istituzione del controllo. Con la scusa della lotta all’ evasione (ma quale evasione de che ?) si sono inventati fantastiche amenità come la fattura elettronica, la moneta elettronica, il limite del contante, il sistema “Serpico” (ve lo ricordate ? Beh, esiste ancora e funziona sempre meglio, sappiatelo), gli scontrini parlanti, i registratori di cassa telematici, i controlli incrociati sui conti correnti, le ricette elettroniche

…contestualmente, anche grazie a noi che non perdiamo un’ occasione per metterci col culo a pizzo, si è fatto in modo che fossimo tutti belli tracciati e schedati nonchè sistematicamente intercettati (lo sapete, vero, che tutte le conversazioni telefoniche di chiunque abbia un telefono mobile o fisso, a prescindere dal fatto che sia un soggetto “attenzionato” o meno dall’ autorità giudiziaria vengono registrate e conservate obbligatoriamente dai singoli operatori perchè “non si sa mai”? Ufficialmente per soli 30 giorni e poi sovrascritte, ma di fatto chi lo può sapere per quanto ?)

Occhio, eh ? Non è un “gomblottista” che scrive queste cose: è uno che ci sta abbastanza in mezzo.

Aggiungiamo i GPS dei nostri cellulari, le telecamere di sorveglianza pubbliche e private, le “scatole nere” montate dalle assicurazioni sui nostri mezzi… tutta robetta apparentemente comoda e per la nostra “sicurezza”, ma di fatto – per quanto possiamo fare per sottrarci – siamo tutti dei libri aperti, per chiunque abbia il modo di leggerci.

Bene. Complice tutta questa minchiata pandemica, a quanto sopra aggiungiamo le innumerevoli ingerenze subite sinora: sia come privati cittadini che come lavoratori o esercenti di una qualsiasi attività economica. Ci hanno imposto quando aprire, quando chiudere, cosa vendere e cosa no, a chi vendere e a chi no, quanta gente far entrare e come farla entrare… e noi tutti giù a dargli retta. Perchè “c’è il covid, la pandemia, ma l’avete visti i morti ? Ma l’avete visti i camion con le bare” ? Eccetera, eccetera, ma questa ormai è roba vecchia.

Benissimo. Adesso ci fanno anche fare i controllori dei nostri stessi lavoratori. E non sia mai ci sfugge qualcosa… Zac ! Multa al lavoratore e multa al datore di lavoro.

Ovviamente, chi si azzarda a dire qualcosa di più o meno sensato contro questa situazione viene preso per il culo ed etichettato subito come nemico del popolo o – nei casi peggiori – come pericoloso sovversivo estremista.

Vabbè. Dai, stavolta vi ho risparmiato i bestemmioni, ci sono riuscito.

Però, stando così le cose, siete ancora così convinti di vivere in un paese democratico ? Vi sentite ancora veramente “liberi” (se mai vi ci foste sentiti prima) ?

Io no. Porcoiddio. (e lo sapevo che finiva così, scusa Barbara, scusa Quarc)…

OUCH !!!

Pubblicato: 11/10/2021 da 2010fugadapolis in Generale, Lo Spigolo di Albert1
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Un piccolo post, giusto per condividere un piccolo dolore:

Quando fumavo, avevo stabilito che una delle cose più odiose era il filtro che si attaccava al labbro e quando facevi per levare la sigaretta di bocca rimaneva aggrappato, ottenendo il doppio effetto di staccarti una pellicina dal labbro stesso e, se non eri abbastanza accorto, di farti ustionare indice e medio che scorrevano fino ad incontrare la brace della sigaretta.

OK. Ma c’è qualcosa di più fastidioso: quando bevi dalla lattina e ti si infila un baffo nella morsa impietosa creata dal corpo della lattina e quella merda di anellino per aprirla che resta lì. Fa male, cazzo!

Non per fare il nostalgico, ma quanto erano meglio le “lattine di una volta”, che l’anellino (con annessa linguetta) si staccava del tutto, in modo da non formare questa trappola infame ? Che poi, certi avevano pure due tacchette dove potevi incastrare la linguetta – preventivamente separata – e usandola come molla lanciare l’anellino stesso a distanze ragguardevoli… non credo di essere l’unico ad aver fatto questa cosa… 😉

Si, lo so, questa è più una cosa da Feisbuk, ma Feisbuk non ce l’ho. E poi oggi è meglio che scrivo una cosa così, che roba più seria non è aria.

Uno degli argomenti caldi di questo periodo fresco è una faccenda di cui si discorre già da un po’, ma che (come sempre accade quando si ricomincia a parlare di “finanziaria“, di “manovra fiscale” e cazzate simili) è tornata prepotentemente alla ribalta.

Si tratta della famigerata “revisione delle rendite catastali“. Che cazzo è la “rendita catastale” e a che serve è cosa abbastanza nota (sicuramente a chiunque possieda un immobile), in sintesi è un importo X, che viene assegnato e che rimane attaccato all’ immobile e funziona da base per il calcolo delle tasse che il malcapitato proprietario si troverà a pagare. Non c’entra una minchia con il reale valore commerciale dell’ immobile (o terreno), è semplicemente assegnato secondo parametri misteriosi che in confronto i dati sul coviddi sembrano un problemino di matematica delle elementari.

Il problema è che questi parametri non vengono revisionati da decenni, quindi i sostenitori della riforma dicono che bisogna aggiornarli perchè obsoleti e fuorvianti. Il che, secondo logica, ci starebbe pure.

Dov’è il problema, allora ? Dove sta la presa per il culo ?

Semplice: questi signori asseriscono che la cosa non verrà assolutamente fatta nell’ ottica di aumentare le tasse, e a sostegno di questa affermazione specificano che le aliquote non saranno mai assolutamente ed in nessun caso innalzate.

Al che torno a chiedere: ma chi volete prendere per il culo” ? Ma davvero credete di averci colto tutti nella vigna dei cojoni ?

E’ pacifico che allo stato delle cose una rivalutazione delle rendite catastali non potrà che avvenire verso l’alto.

E’ altresì fuor di dubbio che la rendita catastale è il parametro di partenza per il calcolo della base imponibile IMU.

Ne deriva, che – pur mantenendo invariate le aliquote – nel momento in cui aumenta la rendita catastale, aumenterà l’ importo delle tasse che si andranno a pagare.

Lo capisce pure il mio cane che non è particolarmente sveglio. Mentre il gatto – che è un paraculo di prima grandezza – per non sbagliare ha già riempito di lettiera il suo cestino-cuccia, lo ha sfilacciato un po’ qua e un po’ là ed ha presentato al catasto un’ istanza di correzione del classamento della stessa da abitazione di lusso a casa popolare. Ha passato due buste di croccantini ad un geometra del comune che conosce, ha buone possibilità di veder accolta la domanda.

Ora va bene tutto, ma perchè ci ostiniamo, giorno dopo giorno, ad accettare di essere trattati come dei mentecatti ? Perchè continuiamo a berci tutte le cazzate che ci vengono propinate, senza battere ciglio ?

Ma non è che siamo scemi davvero ?