Bestemmiare non è bello…

Pubblicato: 23/07/2021 da 2010fugadapolis in Generale, Lo Spigolo di Albert1
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…e però porco di quel porco di dio. E qui ho perso automaticamente metà dei nuovi lettori del Blog. A mia parziale discolpa dico che quello che ho scritto è una frazione infinitesimale di quello che ho pensato e detto a voce alta quando ho sentito l’audio della conferenza stampa di Draghi.

So anche che non è una buona pratica estrapolare singole frasi da un discorso organico e commentarle, però visto che a questo punto vale tutto, mi permetto anche questo.

Dunque.

“L’ appello a non vaccinarsi è un invito a morire”.

Ipse Dixit.

Mario, tesoro, bello de casa. Io ho applaudito e gioito quando hanno tolto dal cazzo quel deficiente che ti ha preceduto e ti ho dato anche un certo credito. Uno la cui firma compare su quasi tutte le banconote che mi passano per le mani non può essere un coglione qualunque. Ho gioito anche quando hanno conseguentemente sfanculato quel minchione arraffone di Arcuri ed hanno messo al suo posto il generalissimo con la penna sul cappello: al contrario della Murgia, a me le uniformi piacciono, non mi intimoriscono, sono nato e cresciuto in mezzo a gente in divisa e io stesso ne ho portata una per parecchio tempo.

Però, sai che c’è ? Certe cazzate sono imperdonabili. E sai che altro c’è ? Se è così, io personalmente ti invito a non vaccinarti. Diciamo che (reato di oltraggio ad alta carica dello Stato) ti dico serenamente: “Vammorammazzàto“.

Te, Speranza, Figliuolo, e tutta quella manica di teste di cazzo che vi portate appresso.

Ora basta, mi sono rotto i coglioni sul serio. Col greenpass mi ci pulisco il culo. Fra un po’ sono due anni, porcamadonna, io sono uno molto paziente, ma quando è troppo è troppo.

Ma poi, sai, Mario… tu sei uno, voi siete poche centinaia, mandarvi a cagare sarebbe anche facile. Quello che più mi sconvolge (dall’ inizio di questa faccenda) è che è bastato istituire il greenpass e dire quelle quattro cazzate in conferenza stampa e subito le prenotazioni per i vaccini sono decollate. E’ segno che non abbiamo futuro. Purtroppo sei un coglione di merda, ma sei in ottima e numerosa compagnia.

Cristo lanciato in skateboard dalla scalinata di S.Pietro senza casco e ginocchiere.

Ragazzi, a ‘sto giro sò storto davvero.

Beh. Stanno strumentalizzando la cosa. Come era ovvio. Ti pare, quello è leghista, quell’ altro è marocchino, c’è scappato il morto, come si fa a non strumentalizzare ? Stamattina ho sentito subito le dichiarazioni di Letta che ovviamente ha detto “Basta con le armi private“. A Letta, fà ‘na bella cosa, vattene subito affanculo in silenzio. Così tanto per sgomberare il campo da equivoci.

Detto questo, non so come sia andata effettivamente, ho letto il più possibile sull’ argomento e una mia idea me la sono fatta. L’ Assessore Massimo Adriatici per me ha fatto bene, ma è un coglione. Mi dispiace dirglielo, vorrei essere smentito da una reale ricostruzione dei fatti, ma attenendoci a quello che è uscito sinora io lo classifico come coglione.

Non sono contro la Lega o i leghisti, non sono contro i poliziotti o ex-poliziotti, sono a favore delle armi e del loro uso.

Però, cazzo, due cose fondamentali:

  1. NON SI LITIGA CON UNA PISTOLA IN MANO;
  2. LA PISTOLA VINCE SULLA BOTTIGLIA, MA IN TRIBUNALE LA COSA SI INVERTE.

Adesso, dichiarare che cadendo è “partito un colpo” che sfiga ha voluto abbia centrato in pieno petto la vittima può essere un primo argomento di difesa, e una volta detto è detto. Converrà mantenere la linea e sperare vada tutto bene. Però allo stesso tempo vuol dire che tu avevi una pistola in mano quando l’aggressore ti ha colpito facendoti cadere.

E qui torniamo alle due cose fondamentali di prima.

Se tu hai una pistola al seguito, questa deve rimanere al suo posto fino al momento in cui non sia indispensabile utilizzarla: anche se uno ti tira una bottigliata o ti spintona, la pistola resta in fondina. Come prima cosa cerchi di sottrarti all’ aggressione, poi fai di tutto per mettere distanza fra te e l’aggressore, se sei capace e ci riesci gli tiri due cazzotti fatti bene se no ti allontani.

Ma quando la pistola esce, è per sparare e basta. Non è per mettere paura, un soggetto ubriaco o fatto di coca fino alle tempie se ne frega che gli fai vedere l’arma: anzi, si incazza ancora di più. E se te la levava dalle mani e la usava contro di te, o contro qualche passante ?

Ripeto: non so ne’ posso sapere come è andata davvero, ma se la linea difensiva (che per quanto mi riguarda spero che funzioni) è quella che ho letto, hai fatto una cazzata grossa come la vita.

Mi dispiace ma è così. Se un aggressore mi viene addosso con un coltello o con un collo di bottiglia o una spranga di ferro, io se sono in condizione di farlo, scappo. Se non riesco a scappare, estraggo, miro e sparo. E poi sti cazzi. Come si dice, “meglio un brutto processo che un bel funerale“. Si comprende la sottile differenza ? Non penso ad intimorirlo, non spero che trovandosi dalla parte sbagliata della canna si cachi sotto e abbandoni il suo intento, non dico “fermo o sparo“. E soprattutto non sto lì a discuterci a distanza di bacio tenendo la pistola in mano. Tiro e basta. Mors tua, vita mea. Poi fate voi.

Affermare “mi è partito un colpo” è un problema. So che in sede giudiziaria può fare la differenza fra “omicidio preterintenzionale” o “colposo” e “omicidio volontario”, ma rimane un problema.

Anche perchè, come si è visto, tutti questi avvenimenti aprono la strada alle speculazioni politiche dei vari sinistroidi di turno (che tanto se ne fregano, loro hanno la scorta), che poi ogni tanto sfociano in ulteriori limitazioni e restrizioni nel campo del possesso ed uso di armi da fuoco. E ciò non è buono.

In altre parole, chi porta e usa un’ arma deve essere SEMPRE responsabile per quello che ci fa. Così come non esiste un’ arma “scarica“, non esiste un’ arma “sicura“, non esiste un “colpo che parte“. Il colpo parte quando dici tu. Se no c’è qualcosa che non va.

Vorrei poterti dimostrare solidarietà come ho fatto per l’Agente di Roma, ma su queste basi non ci riesco. Devo essere coerente.

Al tuo posto avrei detto: “sono stato aggredito fisicamente, ho intravisto un oggetto tagliente, mi trovavo a terra senza possibilità di cercare riparo, ho temuto per la mia incolumità ed ho utilizzato l’arma che avevo al seguito“.

So bene che col senno di poi e col culo degli altri sono tutti capaci a parlare, mi limito a dire quello che avrei fatto io.

Ok, va bene. Voglio crederci, “I Want To Believe” come diceva il vecchio Fox Mulder.

E però, qui c’è ancora qualcosa che non torna. Anche se non è dato che i dati siano dati, i dati sono pur sempre dati. E se i dati che ci vengono dati sono da darsi per dati, assumiamo che lo siano (dati).

E quindi vediamo i dati.

I numeri che sintetizzo a seguire (da me prelevati con riferimento a due specifiche date – scelte da me) non provengono da uno studio indipendente di qualche gruppo parallelo cospirazionista, complottista e no-vax. Sono presi senza modifiche o interpretazioni da un foglio Excel che viene quotidianamente aggiornato e reso pubblico dall’ Istituto Superiore di Sanità italiano (per gli amici ISS) e che viene preso come riferimento ufficiale per ogni stronzata venga decisa nel nostro Paese. Liberi di credere o meno a ciò che scriverò, ma se vi va di fare il doppio del lavoro, non fidatevi e scaricatevi qui il file in questione: (Link al download del rapporto della Sorveglianza Integrata dell’ ISS, in formato .xlsx)

Fatto ? Bene. Adesso fate una cosa semplice semplice, che è quello che ho fatto io. Prendete una data dell’ anno scorso e la stessa data di quest’ anno. Io ho preso il Primo di Luglio del 2020 e l’ho raffrontato con il Primo di Luglio del 2021.

Andate poi a vedere i fogli relativi al numero dei casi, al numero dei ricoveri ed al numero dei decessi.

Fatto ? Benissimo.

1 luglio 2020: 106 casi, 49 ricoveri, 15 decessi.

1 luglio 2021: 572 casi, 67 ricoveri, 14 decessi.

(dati ISS aggiornati ad oggi, 20 Luglio 2021).

No, non ho invertito le date. E’ proprio così. Alla stessa data (vi faccio il calcolo io), quest’anno abbiamo 466 casi in più, 18 ricoveri in più e un morto in meno.

(ora, sul conteggio dei casi possiamo discutere, dato che magari si controlla di più ed hanno cambiato il protocollo in modo da considerare “casi covid” anche i positivi al solo primo tampone, e vabbè)

Su ospedalizzazioni e decessi, però c’è poco da discutere.

Quindi voi mi state dicendo che dopo un anno e mezzo di lockdown, mascherine, guanti, coprifuoco, gel idroalcoolici, chiusure a tappeto, file al supermercato, autocertificazioni, rotture di cazzo infinite, decreti a pioggia, multe a valanga, stronzate da far sanguinare le orecchie, porchiddii come se non ci fosse un domani…

…e ancora, a venti giorni fa, con “più della metà della popolazione italiana vaccinata“…

abbiamo 18 ricoverati in più ed un solo decesso in meno rispetto alla stessa data dello scorso anno ???

EEEEH ?

Sto scrivendo di getto, poi ci ragiono e mi pongo le solite domande esistenziali, ma intanto che ci ragiono, qualcuno di voi (che sia d’accordo con me o no), se ci ha capito qualcosa, potrebbe per favore (e non lo dico retoricamente, dico davvero) spiegarmi che cosa cazzo significa tutto questo ?

Mannaggia a me e a quando mi sono andato a scaricare quel file. Cazzo.

Dei Vaccini, degli Obblighi e dell’ Opportunità (part 2)

Pubblicato: 19/07/2021 da 2010fugadapolis in Generale

Eccomi di nuovo qua. Questo post è l’ideale proseguimento di quello precedente (che sta qua), poichè tratta degli stessi temi e prende spunto dalle osservazioni di altre persone, alle quali voglio rispondere.

Dato che le osservazioni cui mi riferisco provengono da altra fonte (più precisamente da un commento a questo post di Quarchedundepegi) e che tendenzialmente non amo alimentare discussioni sui Blog altrui, ne scrivo qua: inviterò poi il Commentatore a venire a dare un’ occhiata e – se lo vorrà – a proseguire in questa sede la chiacchierata. Come al solito, nel post mi lascerò andare al mio solito eloquio non sempre forbito ed elegante ma prometto che nell’ eventuale discussione mi manterrò su standard civili e rispettosi.

In sintesi, il post di Quarc evidenzia lo sgomento derivante dall’ elogio fatto da Toti (presidente della regione Liguria) all’ iniziativa di Macron che annuncia per il prossimo futuro ulteriori restrizioni e soprattutto l’ obbligo del cosiddetto “green pass” per chi voglia vivere la Francia integralmente (praticamente senza green pass, non entri nemmeno nei negozi). A questo post, la mia reazione (da libertario convinto) è stata di estrema incazzatura e di auspicio che una tale politica non prenda mai piede in Italia, poichè nel caso sarei costretto a vivere come fuorilegge. Si, perchè non è mia intenzione rientrare nel novero dei cittadini che “fosse stato per me il vaccino non me lo sarei mai fatto, anzi me ne sono già pentito, però quest’ estate una settimana in vacanza ci voglio andare e non voglio storie“.

Col cazzo. Io a questa politica non mi adeguo. E se non potrò nemmeno prendermi un caffè al bar, me lo farò a casa. A costo di mettermi in cucina una macchina espresso da bar (che peraltro ho già, una Faema anni ’80 a quattro bracci che devo riconvertire a GPL ma non trovo gli ugelli).

Dunque, fra i commenti leggo quello di Giancarlo Piccoli (per gli amici gianpiccoli) che evidenzia un altro tipo di problematica, sempre relativo al paventato “obbligo vaccinale”. Riporto a seguire il testo dell’ intervento:

Il problema risiede in chi non può vaccinarsi per vari motivi. Ad esempio.mia sorella, affetta da sclerosi multipla e tre epatiti da farmaci, non può vaccinarsi, ma ogni famigliare l si è fatto fare il vaccino, compresi i ragazzi giovanissimi, questo per proteggere la fragilità di una persona convivente. Se non ci vacciniamo per motivi personali, indipendenti da impossibilità oggettive, non possiamo frequentare luoghi adibiti al pubblico, e questo per puro senso civico e responsabilità morale. Chi si oppone, ovviamente si esclude dalla società, che sarebbe inclusiva, ma con le regole condivise dai più.
Possiamo tirare in ballo la presunta bolla del timore, come catalizzatore per asservire il popolo alla volontà dei potenti, ma il teorema non regge, perché sarebbe più auspicabile, per i potenti, che la popolazione fosse libera di andare in giro e consumare
“.

Spero Giancarlo voglia perdonarmi per aver citato in questa sede le sue parole (che magari non erano intese per uscir fuori dal contesto iniziale), ma era necessario per continuare ad esporre la mia visione.

Ci sono nel suo intervento due tre cose che mi fanno pensare e rabbrividire, più una di cui mi dispiaccio: la condizione della Sorella, che non è assolutamente invidiabile e per la quale ha tutta la mia comprensione.

Torniamo però a quelle che possono essere oggetto di dibattito. A mio avviso c’è un problema grande come una casa: nessuno sinora, per quanto mi è dato sapere (e sono uno che prima di parlare si informa parecchio), ha mai stabilito ne’ affermato con certezza che i vaccini sinora commercializzati e somministrati proteggano dalla possibilità di contrarre, incubare e trasmettere questo virus. Nella migliore delle ipotesi (sempre secondo i dati e i comunicati ufficiali), il vaccinato che dovesse contrarre il virus (SARS-COV2 e successive modifiche ed integrazioni) non svilupperebbe la patologia conseguente (COVID-19 + aggiornamenti vari) se non in forma lieve e quindi non rischierebbe l’ ospedalizzazione e di conseguenza la buccia. Tutti i report sinora resi disponibili (al netto di effetti collaterali ed altro, che per il momento mettiamo da parte), sembrano confermare questo assunto.

Ne discende quindi che (vaccini o no), il virus in se’ continua la sua corsa: i contagi e le “positività” rimangono invariati rispetto allo scorso anno, quelli che diminuiscono sono – ad esser buoni – i ricoveri ed i casi gravi.

Su questa base, se io fossi un soggetto a rischio e non potessi vaccinarmi per “motivi oggettivi“, non troverei altra soluzione che quella di autoisolarmi e/o proteggermi con la massima prudenza appicabile dal contatto con chiunque. Anche da quello con i “vaccinati“, che essendo protetti dallo sviluppo della malattia sarebbero per me delle “mine vaganti“. Dei portatori sani in tutto e per tutto, silenziosi, che senza starnuti o colpi di tosse a tradire la loro condizione potrebbero contagiarmi senza preavviso. Mi torna utile ricordare ancora una volta che anni fa mi beccai (da adulto fatto, con tutte le gravi conseguenze del caso) la varicella da una persona che – essendo HIV positiva e malata di AIDS – viveva costantemente e pesantemente sotto antivirali: questa sua condizione aveva fatto si che i sintomi della varicella non fossero in lei visibili ne’ in alcun modo avvertibili e che il “suo” particolare virus della varicella fosse molto ma molto più “incazzato” del normale. Per me si è tradotto in due settimane di inferno, una quasi intossicazione da paracetamolo (indispensabile per tenere la temperatura sotto controllo) e i segni che ancora mi porto sotto forma di cicatrici su tutto il corpo.

Tutto ciò premesso, quello che trovo assurdo è invocare (dati i presupposti) un obbligo generalizzato al vaccino per motivi di coscienza civile (motivi che evidentemente non sussistono).

In altre situazioni (dove la vaccinazione a tappeto effettivamente immunizza, bloccando la circolazione del virus) un discorso del genere è perfettamente logico e condivisibile.

In questa NO. Qui siamo a mio avviso al cospetto di un ulteriore tentativo da parte di alcuni (ricordate sempre per favore che non sono un complottista), di vedere fino a che punto possono spingersi nell’ esercitare la loro autorità al fine di limitare le sacrosante libertà dei popoli, nel nome di un’ emergenza che poi emergenza non è.

Qui si viaggia pericolosamente verso una nuova forma di discriminazione. Proprio nell’ era dell’ inclusività, del DDL Zan, del “Black Lives Matter“, degli inginocchiamenti sportivi, siamo al cospetto di una nuova e terribile divisione. Se continuiamo così, la ghettizzazione dei “non vaccinati” è solo questione di tempo. Se arriverà, io sono pronto. Scusate il paragone infelice ed esagerato, ma non salirò sui vagoni piombati alla volta di un luogo migliore e più sicuro: preferirò la resistenza armata e (dovessi soccombere) financo la fucilazione sul posto. Ma io, come ebbi già modo di dire, prigioniero di un virus non ci sto.

Chi ha coniato l’espressione “fulmine a ciel sereno” dovrebbe beccarsi i diritti d’autore per questa particolare e triste faccenda.

No, non me l’ aspettavo. Proprio no. E ancora adesso non è che ci creda proprio del tutto, sto lì a cercare la smentita, non sarebbe la prima volta… era già successo con Monica Vitti, non potrebbe essere una bufala anche questa ?

Ma se è vero (e più passano le ore più sembra lo sia), è una di quelle cose che ti lasciano così. Come un deficiente, con la bocca socchiusa, il cervello che se ne va per i cazzi suoi e la lacrimuccia che scende bastarda, senza che tu te ne accorga. Congiuntivite ? Bruscolo in un occhio ? No. Tristezza vera.

Non tanto per la cosa in se’ (fa parte dell’ ineluttabilità di certe dinamiche di noi esseri mortali), non tanto per il fatto che uno comincia inevitabilmente a pensare alla propria madre, coetanea, e a farsi un tuffetto anticipato nella realtà… nemmeno per “conformismo”.

E’ proprio una doccia fredda. E’ una parte di te che se ne va, all’ improvviso e senza salutare.

E’ il dispiacere per la scomparsa di una persona, di un’ Artista, di una Donna che ha segnato la tua vita senza che te ne rendessi conto, almeno fino a quando improvvisamente non ne è uscita.

Lo so, è naturale, più si va avanti con gli anni più queste cose succedono. Il primo di questi eventi di cui io abbia memoria è stata la morte di John Lennon, ma era un caso isolato, prematuro… ultimamente se ne sono succeduti a decine: inutile fare i nomi, si sa.

Sei stata e rimani una donna coi controcoglioni (il che non fa di te una “icona gay” come purtroppo già comincio a leggere in giro), e ti ringrazio per tutto ciò che hai fatto nella tua vita. Il bambino che ti adorava attraverso la TV in bianco e nero e l’uomo che pensava “anvedi questa che cazzo s’è inventata ancora” fino a poco tempo fa, ti saluta e ti abbraccia. Per quanto si possa fare virtualmente attraverso le sole parole scritte su un blog.