RIPROVA, SARAI PIU’ FORTUNATO.

(sottotitolo: ma che cazzo li famo a fà i referendum… i referenda… i referendumi… vabbè insomma quei cosi lì, s’è capito, no ?)

Questo post è un po’ tecnico e probabilmente potrebbe risultare palloso, anzi potrebbe non fregarvene addirittura proprio niente, quindi metto all’ subito all’ inizio una breve sinossi per chi non voglia perdere tempo:

Per quanto sia bello avere uno strumento di democrazia diretta come il referendum, state tranquilli che tanto non serve a un cazzo. Tranne quando c’è da pigliarlo al culo, ma di quello ce ne accorgiamo solo quando il danno è fatto.

Dunque, la prossima volta che vedo per strada un banchetto di raccolta firme per un futuro possibile referendum, per quanto il tema possa essere di mio gradimento, torno indietro, gli prendo dei caffè da asporto, glieli offro e sparisco. Nulla più di questo.

Ah, il referendum ! Che bello che è. Quando si dice “chiedi consiglio e poi fai come ti pare“, sembra fatto apposta. Nel nostro Paese, la Costituzione prevede questo strumento. L’ uso più comune che se ne è fatto finora è quello abrogativo. C’è una norma che ti sta sul cazzo ? Raccogli mezzo milione di firme, chiedi alla Corte Costituzionale se è d’accordo a fartici almeno provare, poi spera di portare abbastanza persone a votare (il famoso “quorum”) e spera ancora che il 50% più UNO di questi bravi cittadini voti “SI”.

A quel punto, hai mezzo vinto: la norma che ti stava sul cazzo viene abrogata, lascia un bel buco (dicesi “vuoto normativo“) e poi devi essere così bravo da far riempire quel buco con la norma che piace a te. Credevi di avercela fatta ? Scemo che sei.

Di referendum ce ne sono stati tanti, ma mi soffermo su quelli del 1987, per due motivi: primo perchè credo sia stata la prima volta che ho votato, secondo perchè c’è una liaison con gli ultimi, quelli di cui si discute in questi giorni.

L’ effetto principale di quei referendum fu – in soldoni – quello di rimanere senza energia nucleare in Italia. Allora, tutti d’accordo e tutti contenti (devo essere onesto: avendo 18 anni, non pagando io la bolletta della luce, vivendo nello splendore edonistico dei magnifici anni ’80, pensando sostanzialmente solo alla phiga e in definitiva non capendo un cazzo di parecchie cose, votai SI a tutti e cinque i quesiti, quindi è pure colpa mia. E mi prenderei a calci in culo per questo).

Quel cazzo di casino di Chernobyl aveva messo paura a tutti, quindi il “no-nuke” ebbe gioco facile. Che poi la chiusura fu un effetto collaterale del quesito referendario vero e proprio che non era “diretto”: non chiesero se volevamo chiudere le centrali (anche perchè non si poteva fare semplicemente abrogando una legge), ma chiesero se volevamo che fosse cancellata la norma che consentiva allo Stato di decidere i luoghi dove costruirne di nuove se le autorità locali non si rendevano disponibili. Nella forma, era anche una cosa molto libertaria e liberale: meno potere allo Stato, meno imposizioni, più autonomia.

Invece alla fine è uscito che nessuna autorità locale da sola si prendeva la responsabilità di far costruire un impianto a casa sua e quindi senza forzature, niente centrali. Il cosiddetto fenomeno “NIMBY“, guarda un po’. Ed eccoci qua, oggi stiamo come stiamo.

Addirittura, per stare più sicuri, un altro dei quesiti – anche quello votato alla grande – fece in modo che l’ ENEL (allora ente interamente pubblico, non come adesso che è privato per finta) non potesse nemmeno partecipare alla costruzione ed allo sfruttamento di centrali nucleari all’ estero. E qui veramente è stato come mettercelo al culo da soli.

Ma veniamo al quesito chiave di quel lontano 1987: la “responsabilità civile dei magistrati“. All’ epoca (ma anche oggi, non vi preoccupate), se un magistrato faceva una cazzata grossa come una casa, nessuno poteva dire niente. O meglio, se c’era il “dolo” (ed era tutto da dimostrare) poteva – e può anche oggi – essere denunciato e perseguito penalmente, ma mai avresti potuto portarlo in tribunale per levargli pure le mutande. Esempio: un magistrato ti butta in galera per un reato che non hai commesso. Ti fai qualche anno, la tua vita va a puttane, magari ti ammali ed eventualmente schiatti pure. Quel magistrato paga in qualche modo per questo ? Ti risarcisce ? Per carità, no. Mai.

E’ sempre stato così, ma sempre per quella cosa per la quale finchè non capita a te non te ne frega un cazzo (“è giusto così, i giudici non devono temere niente, devono lavorare sereni, non devono essere condizionati, non devono avere paura di essere attaccati personalmente… io sono onesto, non faccio nulla di male, non corro alcun rischio, è giusto così, male non fare paura non avere“), nessuno fino ad allora si era reso conto del problema.

Poi accadde una cosa che aprì gli occhi a tutti: rovinarono la vita (fino a portargliela via, limortacciloro) di una persona che non era semplicemente un parente o il vicino di casa. Era un giornalista (un Signor giornalista) ed un conduttore televisivo (un Signor conduttore) conosciuto, amato e benvoluto da tutti. E lì, forse, la gente cominciò ad incazzarsi un po’. Come con Chernobyl, questa cosa fece si che il popolo italiano votasse quasi come un sol uomo a favore dell’ abrogazione dei tre articoli del codice di procedura civile che rendevano di fatto intoccabili i giudici dal punto di vista civilistico.

Si arrivò quindi alla “mezza vittoria” di cui parlavo prima: il vuoto normativo era stato creato… per centrare l’obiettivo, però bisognava riempirlo bene, cosa che non fu. La legge 117 del 13 aprile 1988 stabilì che in caso di errore del magistrato, il danneggiato avrebbe potuto chiedere un risarcimento, ok. Ma agendo contro lo Stato, non contro il magistrato che aveva cappellato la sentenza.

Per citare il compianto Franco Lechner, “mò stamo mejo der cazzo“.

Si può dunque parlare di “responsabilità civile dei magistrati” ? Che cazzo gliene frega al magistrato ? Tanto, semmai, paga lo Stato, cioè noi. Mica lui. Quindi un bel nulla di fatto. Tant’è che hanno continuato tranquillamente a fare il cazzo che gli pareva, senza stare tanto a guardare per il sottile. E ancora oggi è così, e sempre lo sarà.

Qualcuno, un po’ più avveduto dei cari vecchi Radicali anni ’80, ci ha riprovato adesso. Uno dei quesiti dei prossimi referendum puntava proprio ad abrogare parti di quella legge dell’ 88, per fare in modo che si potesse tentare di nuovo, aggiustando il tiro e stabilendo che il magistrato “distratto” fosse passibile di citazione in giudizio per il giusto risarcimento dello sfigato di turno.

Poteva passare ?

Col cazzo che poteva. E’ di oggi la notizia che la Suprema Corte ha mandato benevolmente a cagare il quesito in oggetto, insieme ad altri due che non sto manco a citare (tanto le canne non me le faccio più da una vita e se decido di ammazzarmi, qualcuno che di notte mi “inciampa” nella spina lo trovo).

Perchè questi mica sono scemi… hanno fiutato che stavolta c’era il rischio che funzionasse, e subito ti hanno fulminato il referendum.

Ma è tutto per salvaguardare l’ imparzialità del giudizio, eh ? Sia chiaro. E’ per proteggere i magistrati, lo fanno per il buon andamento della Giustizia.

Insomma, via, magari fra trent’ anni qualcuno più sveglio ci riesce, chissà… se esisto ancora, voto SI. Magari non firmo ai banchetti, ma a votare ci vado. Perchè in fondo in fondo ancora un po’ ci credo.

6 pensieri riguardo “RIPROVA, SARAI PIU’ FORTUNATO.”

  1. Abbiamo votato una cosa e alla fine hanno sempre fatto il contrario.
    Pensa abbiamo votato per il maggioritario e vogliono tornare al proporzionale alla faccia del nostro voto.
    Che i magistrati giudichino i magistrati è il problema. Cane non mangia cane

  2. Ombra: alla fine poi nemmeno mi incazzo più… quel tanto che basta per scrivere post tipo questo, poi tutto rientra. Tanto i miei personali “calvari” giudiziari me li sono passati, oggi me ne sto cauto e tranquillo nelle retrovie.

    Allegro: il bello è che hanno fatto il contrario senza che nessuno dicesse niente… molti non se ne sono nemmeno accorti. Tanto rumore per nulla. Che si giudichino fra loro è uno scandalo, ma secondo me è proprio la giustizia che è sopravvalutata. Troppo complessa, troppo “personalizzata”. Fosse per me tornerei ai dieci comandamenti.

  3. …è inutile cazzià ; i figli unici non hanno pari !! quando si nasce prototipo, è quasimpossible vivere in un mondo di prodotti in serie.
    Dalla mia prospettiva tutt’altro che palloso, anzi…

    ” Perchè questi mica sono scemi…”
    Giusto ; gli scemi sono i popoli di “prodottinserie”( che appena possono vanno in vacanza in “Brasile” ma non si accorgono di essere come a casa …. ) che voivedè arivoteranno le stesse marionette ??
    Water on earth does not bend, you fools !?£%ç Altro che prendersela con i terrapiattisti !!
    Ditemi a cosa serve un’apparato di giustizia privo di giustezza.
    Ho smesso di abdicare dai tempi di Craxi… e poi sono già fortunato. riprovateci Voi….

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